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Alitosi: cause odontoiatriche, aspetti clinici e trattamenti efficaci

  • Claudio Ferrantini
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 55 minuti fa



Cos’è l’alitosi e perché crea disagio


L’alitosi, comunemente chiamata alito cattivo, è una condizione caratterizzata dall’emissione persistente di un odore sgradevole dalla bocca durante il respiro. Si tratta di un problema molto più diffuso di quanto si pensi e, spesso, sottovalutato.


Chi soffre di alitosi tende a provare imbarazzo, vergogna e disagio sociale: si parla meno, si evita di avvicinarsi agli altri, ci si copre la bocca mentre si conversa. Nel tempo, questo disturbo può influenzare negativamente le relazioni personali, lavorative e la fiducia in sé stessi.

È importante sapere che, nella maggior parte dei casi, le cause dell’alitosi sono di origine odontoiatrica e possono essere individuate e trattate in modo efficace con una corretta diagnosi.


Le principali cause dell’alitosi


Igiene orale non adeguata

La causa più comune di alito cattivo è una igiene orale non adeguata. Placca batterica, residui di cibo e batteri che si accumulano su denti, gengive e soprattutto sul dorso della lingua producono sostanze volatili responsabili del cattivo odore.

Spesso il paziente è convinto di lavarsi correttamente i denti, ma solo entrando nel dettaglio emergono alcune criticità, come:

  • mancato utilizzo di filo o spazzolini interdentali

    Ragazzo che copre la bocca per colpa dell'alitosi
  • pulizia insufficiente della lingua

  • spazzolino usurato o tecnica di spazzolamento scorretta

Solo dopo aver escluso una cattiva igiene orale si può pensare a cause più complesse.


Gengivite e parodontite: la causa più frequente


Tra le patologie del cavo orale, gengivite e parodontite rappresentano la prima causa di alitosi persistente.

alitosi  alito cattivo  cause dell’alitosi

Nella parodontite, i batteri si accumulano all’interno delle tasche gengivali, producendo sostanze responsabili di un odore intenso e caratteristico. In molti casi, l’alitosi è uno dei primi segnali della malattia, ancora prima del dolore o della mobilità dentale.


Carie non curate


Anche le carie non trattate possono essere responsabili dell’alito cattivo. Le cavità cariose diventano veri e propri ricettacoli di batteri e residui alimentari, difficili da detergere con la normale igiene domiciliare.

Con il tempo, la degradazione dei tessuti dentali e l’attività batterica producono sostanze maleodoranti che contribuiscono all’alitosi. In questi casi, solo una cura odontoiatrica mirata permette di eliminare definitivamente il problema.


Bocca secca (xerostomia)


La saliva svolge un ruolo fondamentale nella salute orale: aiuta a detergere la bocca, diluisce i batteri e mantiene un ambiente equilibrato.

Una riduzione del flusso salivare (xerostomia) favorisce la proliferazione batterica e quindi l’alitosi.

La xerostomia è una condizione tipica di alcune malattie come la sindrome di Sjögren, ma la possiamo riscontrare anche in pazienti che assumono alcuni farmaci, o semplicemente con l’avanzare dell’età,


Cause sistemiche e reflusso gastroesofageo


In una percentuale minore di casi, l’alitosi può essere legata a:

  • diabete

  • patologie epatiche o renali

  • reflusso gastroesofageo

  • infezioni delle vie respiratorie superiori

Anche in queste situazioni, però, è fondamentale escludere prima una causa odontoiatrica, responsabile di circa il 90% dei casi.


Diagnosi e trattamento dell’alitosi


La diagnosi dell’alitosi è semplice e rapida. Durante una visita odontoiatrica è possibile valutare:

  • stato delle gengive

  • presenza di placca e tartaro

  • carie non curate

  • eventuale parodontite

In pochi minuti, anche con l’ausilio di esami radiografici mirati, è possibile individuare la causa e impostare il trattamento più adatto.

Quando l’origine è orale, le terapie parodontali, la cura delle carie e una corretta igiene professionale portano spesso a una rapida risoluzione dell’alitosi, già dalle prime sedute.

Concludendo, l’alitosi non è solo un fastidio: spesso è un campanello d’allarme che la bocca ci manda. Ascoltarlo è il primo passo per tornare a sorridere con serenità.

 
 
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